e…la
lotta continua
di Luigi Nardella, Ufficiale Giudiziario Tivoli
Papà
a che ora torni dal lavoro? Papà mi aiuti a fare i compiti più tardi?
Ecco,
quanti di noi sarebbero, oggi, in grado di rispondere a queste semplici domande
e ad assumersi l’impegno di garantire ai propri figli la loro
“insostituibile” presenza?
Quanti
di noi sarebbero capaci, di fronte ad un simile richiamo, di uscire di casa e di
affrontare una nuova, pesante, giornata lavorativa, come se nulla fosse accaduto
e senza avvertire quel groppo in gola che gli impedisce di parlare,
soffocandogli sul nascere qualsiasi tentativo di promessa di un ritorno
anticipato?
Credo
nessuno, o quasi, perché nel primo caso occorrerebbe essere delle creature
speciali dotate del dono dell’ubiquità, cioè di quel potere magico che
consente a chi ne è in possesso di trovarsi contemporaneamente in due
ambienti diversi, anche lontani tra di loro, come l’ufficio e la famiglia ad
esempio; e nel secondo dei soggetti freddi, distaccati, cinici, immuni da
obblighi e servizi di ordine naturale, insensibili di fronte al richiamo del
sangue.
Ad
onor del vero, non siamo nulla di tutto questo, men che meno i destinatari di
quei poteri magici che sappiamo appartenere soltanto ai personaggi delle fiabe e
dei fumetti; siamo invece, molto più realisticamente, degli Ufficiali
Giudiziari, cioè una specie …molto rara, che vive bene altrove e che soprav…vive
in Italia, eternamente in …letargo, politicamente
condannata all’estinzione, costantemente combattuta fra il dovere
professionale di fornire un servizio dignitoso all’utenza, e la necessità di
non abdicare ai molteplici doveri familiari di genitore, di coniuge o di figlio.
Sono
convinto però, che la difficoltà a mantenere gli impegni non derivi soltanto
dalla peculiarità del lavoro e dalla moltitudine degli atti da evadere, ma
anche dalla nostra ingordigia e dalla nostra scarsa attenzione verso i veri
valori della vita.
Ciò
è talmente vero che dobbiamo chiederci quanti di noi, in tutti questi anni, non
sono rimasti completamente ipnotizzati e assorbiti da concetti e termini
ricorrenti come atto urgente, atto ultimo giorno o prossimo alla scadenza,
trasfertismo, percentuale e guadagno che, di fatto, gli hanno atrofizzato il
cervello e offuscato la mente? Molti, moltissimi, credo!!
Tuttavia,
penso che ci sia ancora la possibilità di rimediare e che i tempi siano maturi
perchè una promessa, all’indirizzo dei nostri familiari, possa, comunque,
essere mantenuta e cioè quella di impegnarci a ristabilire il senso giusto
delle cose, e ad attribuirci, d’ora in avanti, la capacità di
effettuare un equo contemperamento degli interessi in gioco in modo tale che
i valori che ognuno di noi si è dato in una scala ipotetica, e che è bene
ricordare ancora una volta, non possono prescindere dall’assoluto rispetto per
la nostra persona e per gli affetti che la compongono, possano e debbano essere
perseguiti ad ogni costo e con qualunque mezzo. Solo così possiamo guardarci
allo specchio senza vergogna, riprenderci quella dignità che ci è dovuta e,
con il concorso di tutti, dare un segnale forte alla nostra Amministrazione che
è in atto un cambiamento epocale che, se trascurato, può rovesciare l’ordine
costituito proprio perché voluto e vissuto intensamente dalla base come momento
esistenziale di una indifferibile, ineluttabile, rinascita.
E’
giunta, finalmente, l’ora di uscire fuori dal tunnel e di riappropriarci di
quei diritti e di quelle nostre prerogative, di uomini e di lavoratori, che ci
sono stati tolti ingiustamente in funzione di interessi superiori, non sempre
trasparenti, sicuramente discutibili.
Siamo
stanchi di vederci programmare dall’interlocutore pubblico occasionale la
nostra esistenza!!
Sì,
perché, a riempire le nostre giornate di lavoro, e a scandire i tempi di
lavorazione degli atti, nel passato, oltre al nostro Ordinamento, ci hanno
sempre pensato altri soggetti, alcune volte non legittimati, comunque sempre
pronti al rimprovero, quasi fossimo degli scolaretti all’inizio dell’anno
scolastico. E’ bene ricordarli:
a)
dapprima ci ha pensato l’utenza, chiamata nei fatti a decidere le
urgenze, gli ultimi giorni, le immediate restituzioni e le pronte spedizioni dei
plichi per posta;
a)
poi è toccato ai giudici stabilire i tempi (quasi sempre ristretti,
ristrettissimi) entro i quali effettuare le notifiche di ricorsi e decreti e le
esecuzioni; per queste ultime, occorre ricordare, per chi non lo sapesse, che
per …sforare, serve un’apposita autorizzazione del Magistrato che legittima
l’Ufficiale Giudiziario di turno, a bussare all’alba o in tarda
sera, e nei giorni festivi, alla porta di abitazione del
…malcapitato destinatario, quasi non esistesse per il P.U. (e per noi non
esiste) un orario di lavoro e un giusto e meritato riposo in quei giorni e in
quelle ore;
b)
poi è stata la volta dei nostri superiori uffici che, attraverso una
delega in bianco al personale d’ordine (cancellieri di seconda fascia,
collaboratori, segretari, e persino commessi), ha acconsentito che venissero
stabilite per noi, quasi sempre a sproposito, le urgenze degli atti a richiesta
dell’autorità giudiziaria e i tempi…massimi consentiti per la pronta e
diretta evasione;
b)
poi ci ha pensato la nostra Amministrazione che, in presenza di vuoti di
organico, ci ha …costretti a sostituire gli assenti lavorando il doppio, il
triplo delle ore, come se si trattasse, in fondo, sempre e solo di un nostro
problema;
c)
sempre la medesima, ci ha poi imposto di dare attuazione alla convenzione
con Poste Italiane, di istruire il loro personale e di stare a disposizione
intere giornate per raccogliere, controllare e smistare gli atti in convenzione;
d)
ancora, è stata la volta del nostro sindacato quando, nella stesura
delle norme di raccordo (art. 7), ha silenziosamente, colpevolmente, accettato
che si perpetrasse ai nostri danni un’ulteriore, ingiustificata, beffa“: l’Ufficiale
Giudiziario assicura la propria presenza in servizio ed organizza il proprio
tempo di lavoro, correlandosi con la massima flessibilità
alle esigenze connesse all’espletamento degli incarichi a lui
affidati!!”
e)
Infine ci ha pensato il decreto Pisanu che, se, da una parte ci ha
lusingati per la nostra indiscutibile professionalità, trasferendoci in blocco
le notifiche penali che prima erano di competenza della polizia giudiziaria,
dall’altra, inconsapevolmente, ha decretato la nostra …fine.
Come
d’incanto, però, è arrivata per noi di Tivoli, la fatidica giornata
del 1 di Ottobre 2005 che, in un sol colpo, ha spazzato via le nostre secolari,
pessime, abitudini, cambiandoci radicalmente la vita. L’incantesimo si è
verificato grazie al tanto …bistrattato mezzo pubblico, croce del pendolarismo
e punto di riferimento in negativo di una comunità disorganizzata che,
paradossalmente, è stato l’unico…a venirci incontro e a…comprendere le
ragioni della nostra protesta.
Ecco
che grazie al “mezzo meccanico”, abbiamo potuto riscoprire le nostre
vecchie, dimenticate, abitudini, riassaporare la gioia di una tranquilla e
rilassante comunicazione e, soprattutto, riconciliarci con …l’amico
prossimo. Allora, niente più arrabbiature, ma la sana lettura di un libro,
quotidiano o periodico (la scelta è libera) quale giusto rimedio, o antitodo se
preferite, contro il logorio della vita moderna, tanto per mutuare le parole di
una nota reclame (un digestivo per essere precisi) quale nostro graditissimo
compagno di viaggio durante il tragitto che ci porterà verso l’abitazione
dell’occasionale destinatario e/o debitore di turno.
E
così sarà all’alba del nuovo giorno, per il giorno successivo e per
l’altro ancora; quindi, rigorosamente, stesso programma, stesso mezzo di
trasporto, stesse nuove abitudini, stessa voglia di riscatto del giorno
precedente e piena consapevolezza di essere ancora, dopotutto, dei soggetti
…pensanti.
CORAGGIO,
RISVEGLIAMOCI, IN FONDO SI TRATTA SOLO DI UN INCANTESIMO!!
Per
l’Unep di Tivoli
Dr.
Luigi Nardella
LETTERE APERTE - COMUNICATI - INFORMATIVE UNEP
12 ottobre 2005 > Andrea Mascioli > UG UNEP TIVOLI < Lotta dura 16 ottobre 2005 > due articoli sull'UNEP di Tivoli....IL Messaggero ... IL Tempo 12 ottobre 2005 > Interrogazione Parlamentare > UNEP di Tivoli 10 ottobre 2005 > Ufficiali Giudiziari ...con le palle > Autodenuncia alla Procura di TIVOLI 29 settembre 2005 > Ufficiali Giudiziari ... con le palle 2 < Velletri > Cari colleghi questa è un'altra puntata della ns. vicenda speriamo che prima o poi l'ufficiale giudiziario riesca a sollevare la testa e a rendersi conto che anche lui o lei è un essere con una dignità. Uniti possiamo.. 28 settembre 2005 > Ufficiali Giudiziari ...con le palle > Diffida al Ministro 21 settembre 2005 > Andrea Mascioli >UG unep Tivoli > Carissimi colleghi è giunta l'ora della riscossa > VERBALE ASSEMBLEA PERSONALE UNEP 19.09.2005 |